TAR Lazio: respinto l’inserimento in II fascia di istituto dei docenti in possesso dei diplomi di ITP

Sentenza numero: 02811 del 4 marzo 2019

Il TAR Lazio ha respinto il ricorso proposto con numero di registro generale 10101 del 2018, per la sopsensione del Decreto del Direttore generale n. 784 del 11/05/2018 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – recante disposizioni per l’aggiornamento semestrale delle graduatorie di Circolo e d’Istituto, in attuazione del D.M. 3 giugno 2015 n. 326 e del D.M. 23 aprile 2018 n. 335, nella parte in cui non permette l’inserimento in II fascia di istituto dei docenti in possesso dei diplomi di ITP.

Con il ricorso in trattazione i ricorrenti, insegnanti muniti di diploma di Insegnante tecnico pratico (c.d. ITP) hanno sostanzialmente impugnato, quali atti fondamentali e presupposti delle note del Miur pure gravate, il Decreto dipartimentale n. 784 del 11/05/2018 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – recante disposizioni per l’aggiornamento semestrale delle graduatorie di Circolo e d’Istituto, in attuazione del D.M. 3 giugno 2015 n. 326 e del D.M. 23 aprile 2018 n. 335, nella parte in cui non permette l’inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto dei docenti (dal dlgs. N. 59/2017 tecnicamente definiti insegnanti) in possesso dei diplomi di ITP, nonché nella parte in cui prevede “nella scelta delle sedi” che l’istanza di inserimento in graduatoria deve essere presentata, esclusivamente, in modalità telematica, compilando il modello B, che sarebbe stato reso disponibile sul portale POLIS del sito internet di questo Ministero, nel periodo compreso tra il 7 giugno 2018 ed il 27 giugno 2018 (entro le ore 14,00).

1.1. Quale atto generale presupposto i deducenti hanno altresì gravato il D.M. n. 374 del 1.6.2017, recante disposizioni per l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo per il triennio scolastico 2017/20, nella parte in cui – all’art. 2 – non riconosce il valore abilitante all’insegnamento dei diplomi di scuola secondaria superiore validi ai fini dell’insegnamento tecnico pratico negli istituti di istruzione secondaria, per le classi di concorso di cui alla Tab. C allegata al DM n. 39/1998 oggi confluite nella Tab. B allegata al DPR n. 19/2016, quale titolo idoneo per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto allegata al DM n. 39/1998 e nella parte in cui – all’art. 4 – prevede che, ai fini dell’inclusione in II fascia di graduatoria d’istituto, l’aspirante deve aver già conseguito il titolo di abilitazione e non anche il titolo di idoneità all’insegnamento.

2. La presente decisione, previo avviso dato in via generale alle parti presenti ai preliminari della Camera di consiglio, può essere resa in forma semplificata sia ai sensi dell’art. 60 c.p.a. che ai sensi dell’art. 74, c.p.a., con riferimento al punto di diritto ritenuto risolutivo, ossia la quaestio iuris in ordine alla natura, sostenuta dai ricorrenti, del diploma di ITP da loro conseguito, di titolo abilitante all’insegnamento, nonché, correlativamente, ad un precedente giurisprudenziale che ha risolto, nella specie in senso negativo in grado d’appello, la cennata questione.

Invero va rammentato che in accoglimento dell’appello interposto dall’Amministrazione scolastica avvero la sentenza della Sezione 7 agosto 2017 n. 9234 con la quale con diffusa motivazione si era argomentato e sancito che il diploma conseguito dagli insegnanti tecnico pratici possedesse valore di titolo abilitante all’insegnamento delle materie tecniche rientranti nel percorso di studi da loro seguito, e ciò si era sostenuto in virtù del combinato disposto di cui al D.M. n. 39/12998 e al d.P.R. n. 19 del 2016 (istitutivo quest’ultimo delle nuove classi di insegnamento con relativa declaratoria e tabelle di equiparazione dei titoli conseguiti nel vigore dei precedenti ordinamenti tra cui in particolare il D.M. Miur n. 32/1998), tuttavia quanto alla tratteggiata natura del diploma di ITP, Consiglio di Stato, Sez. VI, 23.7.2018 n. 4503 pronunciatosi sull’appello avverso la Sentenza n. 9234/2017 resa dalla Sezione, ha statuito che il diploma di ITP non ha valore abilitante e non costituisce pertanto titolo per l’iscrizione nelle graduatorie ad esaurimento né nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.

E’ stato, in sintesi, affermato dal Giudice d’appello che la tesi che asserisce la natura abilitante del diploma ITP non ha supporti testuali del dato normativo.

2.1. Questo Tribunale non può non prendere atto della posizione ermeneutica espressa dal Giudice di secondo grado anche per ragioni di corretta e lineare amministrazione dello ius dicere, conformandosi pertanto ad essa.

2.2. Deve conseguentemente statuirsi anche in questa sede che il possesso del diploma ITP, non avendo natura abilitante all’insegnamento ancorché nelle materie afferenti al percorso di studi seguito dagli insegnanti muniti di tale diploma, non è titolo legittimante ed abilitante la P.A. ad iscrivere i diplomati ITP nella seconda fascia delle graduatorie di Istituto e di circolo.

Dalla delineata inidoneità abilitante del diploma di ITP discende correlativamente e conseguentemente, che il medesimo non consente ai soggetti che lo hanno conseguito, di iscriversi negli elenchi aggiuntivi delle menzionate graduatorie, previsti e disciplinati dal D.D. n. 784 impugnato con il ricorso in trattazione nella parte in cui non contempla la possibilità di iscrizione in parola.

3.Quanto all’impugnazione del DDG n. 784 del 11.5.2018 va infatti precisato che le diposizioni impugnate hanno previsto che nel triennio di validità delle graduatorie di istituto (2014/2017) i docenti che conseguono l’abilitazione dopo la scadenza del termine (23 giugno 2014) di presentazione della domanda (di inserimento/aggiornamento) per il triennio, vengono inseriti con cadenza semestrale (ogni 1° febbraio e 1° agosto), in elenchi aggiuntivi alla II fascia (c.d. “finestre”) a mezzo apposito decreto direttoriale.

Orbene, la contestata previsione regolamentare che permette la collocazione in un elenco aggiuntivo, solo ai soggetti che hanno conseguito il titolo di abilitazione entro il 1 febbraio 2018 non appare illogica e/o irragionevole, poiché lungi dall’impedire la concreta equiparazione dei docenti abilitati ai loro colleghi già presenti in II fascia, a mezzo del loro collocamento “in coda” piuttosto che a “pettine” consente agli stessi di ricoprire incarichi di supplenza con precedenza rispetto ai docenti inseriti in III fascia, ove avrebbero invece persistito in spregio del proprio titolo abilitante in assenza dell’intervento normativo considerato;

3.1. In definitiva, quindi, il DDG n. 784/18 è un provvedimento volto esclusivamente ad assicurare ai soggetti, che nelle more del triennio abbiano conseguito un titolo di abilitazione all’insegnamento, di iscriversi negli elenchi aggiuntivi alle graduatorie di II fascia, senza dover attendere il nuovo triennio (2020-2023).

In ogni caso giova soggiungere che una volta escluso, in ossequio alla decisione del Consiglio di Stato sopra richiamata pronunciata sull’appello avverso la sentenza della Sezione n. 9234/2017, che diploma di ITP ha natura e valore di titolo abilitante all’insegnamento nelle relative materi, per cui il mero possesso dello stesso è titolo e condizione legittimante l’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di Istituto e Circolo, fascia riservata come noto ai docenti abilitati, consegue a cascata che la contestata previsione regolamentare che permette la collocazione in un elenco aggiuntivo, solo ai soggetti che hanno conseguito il titolo di abilitazione entro il 1 febbraio 2018, non può giovare ai ricorrenti come a quanti non abbiano conseguito entro il 1 febbraio 2018 il titolo di abilitazione, atteso che, come i ricorrenti, in possesso del mero diploma di ITP che non ha valore abilitante, non sono soggetti che hanno conseguito entro il 1 febbraio 2018 il titolo di abilitazione.

Giova in proposito di essere richiamata e ribadita al riguardo la precedente giurisprudenza della Sezione, espressasi nei medesimi sensi (ex multis, T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III Bis, 16 novembre 2018 n. 6977, Ord. e più di recente Ord. n. 444 del 21 gennaio 2019).

4. Né, correlativamente, l’impugnazione del DDG n. 784/2018 dai ricorrenti spiegata, può ricevere positiva valutazione e conseguire buon esito poiché il rigetto del gravame avverso l’atto generale presupposto a contenuto normativo costituito dal D.M. 1.6. 2017 n. 374 nella parte in cui nega valore abilitate al diploma di ITP, importa che va esclusa ogni illegittimità derivata – stante la natura non abilitante del diploma di ITP posseduto dai deducenti – a carico del DDG n. 784/2018.

Quest’ultimo decreto, infatti, come sopra chiarito, è un provvedimento inteso esclusivamente ad assicurare ai docenti, che nelle more del triennio abbiano conseguito un titolo di abilitazione all’insegnamento, di iscriversi negli elenchi aggiuntivi alle graduatorie di II fascia, senza dover attendere il nuovo triennio (2020-2023).

Ma i diplomati ITP non hanno conseguito, al di là del mero possesso del predetto diploma, alcun titolo di abilitazione né prima né nel corso del compimento del triennio, stante la natura non abilitante del diploma di ITP sancita dal Consiglio di Stato con la più volte richiamata sentenza Sez. VI, 23.7.2018 n. 4503.

In definitiva, alla luce di quanto in sintesi argomentato, il ricorso non si profila fondato e va per l’effetto respinto.

Le oscillazioni giurisprudenziali registratesi sul punto di diritto controverso suggeriscono al Collegio di disporre l’integrale compensazione delle spese di lite tra le costituite parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo Respinge.

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it

Leave a Comment